Gli incendi boschivi

 

Ogni anno, quasi a scadenze prestabilite, assistiamo al ripetersi di questi inquietanti fenomeni, che provocano danni economici ed ambientali e talora anche la perdita di vite umane.

Generalmente, quando si parla di incendi boschivi, si è portati a pensare ai gravi episodi che ogni estate devastano boschi e macchie mediterranee nelle aree del centro-sud d’Italia.

Quasi paradossalmente i territori collinari e montani dell’Italia settentrionale, e tipicamente le aree alpine e prealpine, bruciano in prevalenza nel periodo invernale-primaverile, quando le temperature sono piuttosto basse, ma vi è ampia disponibilità di combustibile vegetale secco. 

Marcia di avvicinamento all’incendio
Il bosco dopo l’incendio
Intervento con lance
Volontari dell’A.V.A.B. e personale del C.F.S. dopo un incendio in località Boscars, Valsalega di Fregona, 1980

Nel Veneto la maggior parte degli incendi boschivi coincide con il periodo di riposo vegetativo, quando lo strato erbaceo secco fa da volano per una rapida propagazione del fuoco. 

Anche nelle nostre zone, a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, complice il progressivo abbandono delle aree collinari e montane, gli incendi di vegetazione sono divenuti un fenomeno ricorrente, pur senza raggiungere i connotati di una vera e propria emergenza ambientale, a differenza invece di quanto è accaduto – e talora purtroppo continua ad accadere – in altre realtà italiane.

Si ha motivo di ritenere che questa situazione relativamente “felice” non sia dovuta solamente alla diversità dei fattori climatici e vegetazionali, ma che in buona parte sia anche merito di una maggiore cura ed attenzione per il bene comune da parte della popolazione locale.

Ma come scoppiano gli incendi? Spesso si sente parlare di “autocombustione”, ma la combustione spontanea è un processo chimico-fisico assai complesso, che – se non impossibile – è quanto meno altamente improbabile possa verificarsi alle nostre latitudini: tutt’al più un incendio per autocombustione può accadere in un fienile, mai nei nostri boschi, dove i processi fermentativi della lettiera non raggiungono un’intensità sufficiente ad innescare il fenomeno.

L’unica causa naturale in grado di provocare incendi boschivi nelle zone temperate è il fulmine, che in genere colpisce gli alberi più alti o le zone cacuminali.

La sua scarica elettrica è così intensa da determinare l’accensione immediata del legno, con l’esplosione di schegge infuocate, che vengono proiettate anche a notevole distanza da dove il fulmine ha colpito, innescando vari focolai.

Fortunatamente ai fulmini si accompagna quasi sempre la pioggia, che il più delle volte spegne o limita la diffusione dell’incendio.

Nella stragrande maggioranza dei casi gli incendi sono provocati dall’uomo: a volte sono di origine colposa, cioè causati dalla disattenzione e dall’imprudenza (abbruciamento delle stoppie o dei residui vegetali, mozziconi di sigaretta, fuochi di picnic, etc.), a volte sono di origine dolosa, cioè appiccati deliberatamente con l’intento di provocare danni.

In ogni caso, tutti gli incendi boschivi sono potenzialmente pericolosi: se non vengono contrastati con tempestività ed efficacia, possono provocare danni molto gravi, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista ambientale, oltre a costituire un serio fattore di rischio per la stessa incolumità delle persone.

 

Statistiche degli incendi boschivi

 

Analizzando i dati statistici relativi al fenomeno degli incendi boschivi nel Veneto, appare evidente che negli ultimi vent’anni c’è stata una sensibile riduzione del numero degli incendi e, quel che più conta, della superficie bruciata.

 Numero di incendi boschivi nel Veneto, dal 1990 al 2009, con ripartizione provinciale.

Numero di incendi boschivi in provincia di Treviso, dal 1990 al 2009.

Variazione della superficie bruciata in provincia di Treviso, negli anni dal 1990 al 2009.

La variabilità dei dati da un anno all’altro è evidentemente legata a fattori meteorologici (come è facilmente intuibile, nelle annate con maggiore piovosità si registrano meno incendi di vegetazione), tuttavia è chiara la tendenza ad un progressivo miglioramento della situazione.

Ciò è in parte attribuibile ad una aumentata “coscienza ambientale”, per cui vi è, da parte dei cittadini, una maggiore sensibilità al problema, che si traduce anche in comportamenti più prudenti e responsabili.

Ma gran parte del merito va riconosciuto all’opera di prevenzione ed al progressivo miglioramento, sia in termini di efficienza, sia in termini ditempestività, degli interventi di spegnimento attuati in sinergia tra il ServizioForestale Regionale e le Organizzazioni dei Volontari Antincendi

 

 

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Ultimo aggiornamento Domenica 14 Aprile 2019 07:36